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BONUS MOBILI: NUOVO LIMITE ALLA SPESA. INCERTEZZA PER CHI NE HA GIA’ USUFRUITO

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 Nel recente Decreto Legge n. 47/2014 – c.d. Decreto Casa – pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 marzo, non è stato approvato l’articolo che eliminava il vincolo di spesa sul bonus mobili legato all’importo delle ristrutturazioni, introdotto dalla Legge di Stabilità in vigore dal 1 gennaio 2014.

Il vincolo, in vigore dall’inizio di quest’anno, ha introdotto un ulteriore limite al bonus mobili che non potrà essere superiore alla spesa totale sostenuta dal contribuente per i lavori di ristrutturazione. In tal modo potranno essere portate in detrazione spese per acquisto di mobili ed elettrodomestici solo fino ad un massimo di quanto speso per i lavori di ristrutturazione, ed in ogni caso non oltre i diecimila euro totali. In pratica se per la ristrutturazione si spendono 4 mila euro e per l’acquisto di mobili e/o elettrodomestici se ne spendono 6 mila, di questi ultimi solo 4 mila euro potranno usufruire della detrazione del 50% del bonus Mobili.

 

COSA È SUCCESSO?

Il Bonus Mobili è stato introdotto lo scorso anno con il Decreto Legge n. 63/2013. Il testo originario prevedeva un bonus di 10mila euro per acquisto di mobili ed elettrodomestici finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazioni. Il bonus, originariamente fino al 31 dicembre 2013, è stato prorogato per tutto il 2014 con la Legge di Stabilità, entrata in vigore il 1 gennaio 2014. La stessa Legge di Stabilità ha però anche introdotto il vincolo che impedisce di detrarre per l’acquisto di mobili una cifra superiore rispetto a quanto speso per i lavori di ristrutturazione. Appena saputo del nuovo vincolo, Federmobili con il supporto di Confcommercio Imprese per l’Italia e sempre in stretta collaborazione con FederlegnoArredo ed Angaisa, si è immediatamente attivata per eliminarlo e ripristinare il provvedimento originario, al fine di non limitare l’efficacia e la portata del bonus stesso. È stato subito inserito un articolo ad hoc nel c.d Decreto Salva Roma –bis (il primo testo utile), che però non è poi stato convertito in legge ed è decaduto. Successivamente si è allora cercato di intervenire in fase di definizione del Decreto Casa, ma la richiesta purtroppo non ha potuto essere accolta.

LE PROSSIME INIZIATIVE

Siamo già al lavoro per presentare un emendamento al Decreto Casa che andrà ora in discussione in Parlamento ai fini della conversione in Legge. Ci auguriamo che questa possa essere la soluzione definitiva per eliminare questo vincolo. Continuiamo a garantire il nostro massimo impegno per risolvere la situazione e non indebolire un provvedimento che tanto abbiamo voluto e che ha portato sicuramente effetti positivi nel nostro settore.

 IL COMMENTO DEL PRESIDENTE FEDERMOBILI MAURO MAMOLI

“Come mi era già capitato di dire alla fine dello scorso anno – dopo l’approvazione della legge di stabilità nella quale era stato inserito il vincolo di spesa – si tratta di un provvedimento che limita l’efficacia del bonus mobili e rischia di danneggiare i cittadini. I contribuenti che hanno già effettuato acquisti di mobili in questi primi mesi del 2014, secondo le modalità in vigore fino a ieri, potrebbero trovarsi con la sorpresa di non poter recuperare sull’Irpef quanto avevano previsto. In questo modo si alimentano confusione e incertezza in un momento nel quale, per ripartire, occorrerebbero regole chiare e definite. Senza il vincolo di spesa, consentendo spese limitate di manutenzione straordinaria per poter accedere alle detrazioni per l’acquisto di arredi, il Bonus mobili può facilmente fare da volano ad un economia statica come quella dell’arredamento e dell’edilizia. Il commercio e l’industria Italiani hanno bisogno di una ripresa dei consumi per poter continuare a garantire posti di lavoro e sostegno all’economia reale di questo paese. Cavilli burocratici, litigi, ripicche politiche non aiutano chi cerca di fare impresa in questa Italia zoppicante. Se a questa limitazione nell’utilizzo del Bonus Mobili da parte del contribuente sommiamo che, lo stesso contribuente con l’entrata in vigore dello spesometro, potrebbe essere messo sotto la lente di ingrandimento se ha effettuato spese sopra i 3600 euro per arredamento, mobili, elettrodomestici, viaggi, auto e gioielli, mi domando se e quando i cittadini ritroveranno la fiducia e la tranquillità per ricominciare ad acquistare. È evidente che in condizioni come queste anche quei clienti che potrebbero spendere, per livello di reddito, per acquisti straordinari o per il gusto di migliorare la propria abitazione, non sono nè facilitati nè messi nelle condizioni di farlo serenamente”.

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