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CERTIFICATO PENALE PER CHI HA CONTATTI ABITUALI CON I MINORI

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Chi intende impiegare al lavoro una persona per lo svolgimento di attività professionali o attività volontarie organizzate che comportino contatti diretti e regolari con minori, deve chiedere il certificato penale del casellario giudiziale dal quale risulti l’assenza di condanne ai sensi degli articoli 600- bis, 600 – ter, 600 – quater, 600 – quinquies, 609 – undieces del codice penale e l’assenza di misure interdittive che comportino il divieto di contatti diretti e regolari con minori.

Il datore di lavoro che non adempie a tale obbligo è soggetto ad una sanzione pecuniaria amministrativa compresa tra 10.000 e 15.000 euro.

La norma così formulata si applica alle sole figure professionali che hanno contatti «diretti e regolari con minori»

In attesa di ulteriori chiarimenti, ciò che conta per verificare se ricorra o meno l’obbligo di richiesta da parte del datore di lavoro del certificato penale è la circostanza che l’attività comporti contatti con minori e che tali contatti siano «diretti e regolari», non sporadici come possono essere quelli dell’assistente bagnanti di uno stabilimento balneare.

Il provvedimento riguarda, secondo noi, esclusivamente quelle figure professionali che hanno a che fare con i minori come ad esempio animatori di feste per bambini o di mini club, assistenti bagnanti nei campi estivi e figure professionali similari assunte per svolgere attività in favore dei bambini. Pertanto, entro il 6 aprile p.v. – data di entrata in vigore della norma – i datori di lavoro devono chiedere a tutti i lavoratori e i collaboratori già in servizio che hanno a che fare in modo diretto e regolare con i minori il certificato penale del casellario giudiziale. Tale richiesta dovrà essere fatta anche in caso di nuove assunzioni per le quali ricorra l’obbligo in oggetto.

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