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Confcommercio Grosseto e Federcarni Toscana chiamano a raccolta i macellai della Maremma

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 “Siete voi gli ambasciatori della qualità. Dopo l’allarme carni rosse, uniamo le forze per rafforzare l’immagine della categoria”

“Non è giusto che la vostra categoria, così importante per la Maremma, subisca un sistema di informazione penalizzante che fa leva sulle paure della gente. E’ ora di dire basta. L’allarme carni rosse lanciato dall’Oms è il punto di partenza per fare squadra. Insieme possiamo sfruttare questa notizia come l’occasione giusta per unire le nostre forze, per ribaltare la situazione e per costruire un percorso comune, volto a dare voce alla categoria ed a valorizzare il vostro lavoro”.

Così Carla Palmieri, presidente di Ascom Confcommercio Grosseto, ha accolto nei locali dell’associazione in via Tevere, la riunione dei macellai della provincia dal titolo “Federcarni in difesa delle macellerie: la qualità e la tradizione vincono sul prodotto industriale” alla presenza di Alberto Rossi e Gianni Picchi, rispettivamente presidente e segretario regionale del sindacato di categoria Federcarni, ed Enrico Vannini, amministratore nazionale Federcarni.

Il settore in Italia vale 32 miliardi di euro e dà lavoro a 180 mila persone. In provincia sono 88 le macellerie sparse sul territorio. Si tratta, per lo più, di piccole o micro imprese, delle botteghe in cui gli antichi saperi sono tramandati di generazione in generazione.

Che il macellaio sia uno dei mestieri da preservare, lo sa bene Gabriella Orlando, da tempo responsabile della formazione professionale Ascom Grosseto ed ora neo direttore provinciale dell’associazione di categoria.

“Il messaggio che vogliamo lanciare è di evitare di farsi tentare dai prezzi contenuti dei prodotti inscatolati e di dubbia provenienza, e di preferire la qualità che le nostre macellerie sanno garantire – ha spiegato il direttore di Confcommercio alla riunione – Le peculiarità che vi contraddistinguono sono la passione, la maestria e l’attenta selezione delle materie prime. Tutto questo non deve essere messo in discussione, così come la validità della dieta mediterranea”.

Insomma, ancora una volta, la filosofia di Ascom è “Trasformare il possibile problema in un’opportunità”, rafforzando l’immagine della categoria.

“E’ l’ora di fare sistema – ha detto Gianni Picchi, segretario regionale Federcarni – da soli non vince nessuno. Insieme si possono affrontare i problemi della categoria e del commercio. La nuova programmazione urbanistica a livello regionale per il settore commerciale ha creato maggiori responsabilità alle amministrazioni comunali nei confronti della gestione del territorio. Il nostro invito è: basta con le grandi strutture di distribuzione, prestiamo maggiore attenzione al piccolo”.

Alla domanda sul perché rivolgersi ai macellai di fiducia, risponde in maniera chiara Alberto Rossi, presidente regionale Federcarni: “La condanna che è arrivata  tramite i media riguarda le carni lavorate e a lunga conservazione, dunque non ha a che fare con noi, che lavoriamo con la filiera corta, senza utilizzare conservanti e prodotti chimici. Nelle macellerie di tutta Italia trovate solo prodotto genuino, e quindi trasparenza, sicurezza alimentare. E sono convinto che la gente abbia cominciato a comprendere la differenza”.

Ricordando che ci sono molte possibilità occupazionali in questo campo, specie  in provincia di Grosseto, Ascom ha annunciato l’avvio a gennaio 2016 del prossimo corso di formazione per macellaio.

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