LEGGE STABILITA’ 2014

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La “Legge di Stabilità2014”contiene numerose e rilevanti disposizioni di natura fiscale. Le novità più importanti riguardano la compensazione dei crediti superiori ad € 15.000,00; la deducibilità dei canoni di leasing; le nuove aliquote relative alla Gestione separata INPS e la  rivalutazione beni d’impresa e partecipazioni

La compensazione dei crediti tributari – E’ previsto un generalizzato obbligo del visto di conformità per l’utilizzo di crediti tributari superiori ad euro 15.000, mutuando la disciplina da quella sperimentata ormai da qualche anno nel comparto IVA. Viene introdotto l’obbligo di richiedere l’apposizione del visto di conformità per i contribuenti che utilizzano in compensazione con modello F24 crediti per importi superiori ad euro 15.000 relativi:

  • alle imposte sui redditi;
  • alle addizionali;
  • alle ritenute alla fonte;
  • alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito.

Il visto va apposto in relazione alle singole dichiarazioni dalle quali emerge il credito. Da un punto di vista operativo, la nuova disposizione nulla dice in merito al momento a decorrere dal quale è ammesso l’utilizzo in compensazione dei crediti: pertanto, secondo le norme generali sulle compensazioni, i crediti rimangono compensabili dal primo giorno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta nel quale il credito stesso è maturato. Quindi i contribuenti possono compensare liberamente i crediti in questione già a decorrere dalle prossime scadenze, fermo restando che per importi superiori ad euro 15.000 vi sarà l’obbligo di apporre alla dichiarazione il visto di conformità. Se l’ammontare è inferiore a 15.000 euro, il credito può essere compensato a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione; se invece supera i 15.000 euro, la dichiarazione deve inoltre essere dotata del visto di conformità. E’ previsto che l‘infedele attestazione dell’esecuzione dei controlli comporta l’applicazione di  una sanzione amministrativa da euro 258 ad euro 2.582. In caso di ripetute violazioni, ovvero di violazioni particolarmente gravi, è effettuata apposita segnalazione agli organi competenti per l’adozione di ulteriori provvedimenti.

Nuova deduzione canoni leasing – Per i contratti di leasing immobiliare sottoscritti a partire dal 1° gennaio 2014, la deduzione avviene nel periodo minimo di 12 anni, e non più, come in passato, nel periodo di 18 anni. In particolare, per quanto riguarda il reddito d’impresa, viene ridotto il periodo minimo di deduzione dei canoni di leasing, che viene stabilito come segue:

– la metà del periodo di ammortamento per i beni mobili (rispetto ai 2/3 previsto fino al 31 dicembre 2013);

– 12 anni per i beni immobili (rispetto al periodo variabile da11 a18 anni in dipendenza dell’aliquota di ammortamento, previsto fino al 31 dicembre 2013).

Rimane invece confermato il periodo di 4 anni per gli autoveicoli a deducibilità limitata mentre per quelli esclusivamente strumentali si rende applicabile la novità prevista in generale per i beni mobili. Interessanti novità sono previste anche per i lavoratori autonomi, per i quali oltre ad applicarsi le modifiche previste per le imprese in relazione ai beni mobili, è stata ripristinata la deducibilità dei canoni di locazione finanziaria relativi ai beni immobili utilizzati per lo svolgimento dell’attività professionale, sia pure nel rispetto del predetto periodo minimo di 12 anni, anche in presenza di un’eventuale durata contrattuale inferiore.

Nuove aliquote gestione separata Inps – Sono entrate in vigore dal 1 gennaio 2014 le nuove aliquote gestione separata INPS2014. In particolare tali aliquote già soggette ad aumento progressivo dell’1%, sono state leggermente ritoccate, è stata fatta una ulteriore distinzione tra lavoratori autonomi titolari di Partita Iva e lavoratori autonomi privi di Partita IVA. Le Nuove aliquote gestione separata INPS dovute, a decorrere dal 1° gennaio 2014, dai collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla Gestione separata, in applicazione della legge n. 326/2003 e successive modifiche, sono le seguenti:

  • Collaboratori già iscritti ad una gestione previdenziale obbligatoria e titolari di pensione: 22%;
  • Collaboratori privi di altra tutela previdenziale: 27,72%

Come detto sopra la legge di stabilità ha introdotto una ulteriore distinzione tra soggetti iscritti esclusivamente alla gestione separata INPS titolari di Partita IVA e

lavoratori autonomi privi di partita IVA iscritti alla sola gestione separata. Le nuove aliquote contributive per il 2014 saranno in questo caso:

  • Soggetti non titolari di partita IVA non iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati: 28,72%;
  • soggetti titolari di partita IVA non iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati: 27,72%.

Rimane confermata per gli iscritti che non siano pensionati o che non risultino già assicurati ad altra forma previdenziale obbligatoria l’ulteriore aliquota contributiva per il finanziamento dell’onere derivante dall’estensione agli stessi della tutela relativa alla maternità, agli assegni per il nucleo familiare, alla degenza ospedaliera, alla malattia ed al congedo parentale. Questa aliquota contributiva aggiuntiva, è pari allo 0,72%.

Rivalutazione beni d’impresa e partecipazioniLe società di capitali, le società di persone e le imprese individuali, possono, in deroga all’articolo 2426 del codice civile e ad ogni altra disposizione di legge vigente in materia, rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni a esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa, risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2012. La rivalutazione deve essere eseguita nel bilancio 2013e deve riguardare tutti i beni appartenenti alla stessa categoria omogenea. Il saldo attivo della rivalutazione può essere affrancato, in tutto o in parte, con l’applicazione in capo alla società di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’imposta regionale sulle attività produttive e di eventuali addizionali nella misura del 10 per cento. Il maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione si considera riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita, mediante il versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive e di eventuali addizionali nella misura del 16% per i beni ammortizzabili e del 12% per i beni non ammortizzabili.

Nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai soci, di destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa, ovvero al consumo personale o familiare dell’imprenditore dei beni rivalutati in data anteriore a quella di inizio del quarto esercizio successivo a quello nel cui bilancio la rivalutazione è stata eseguita, ai fini della determinazione delle plusvalenze o minusvalenze si ha riguardo al costo del bene prima della rivalutazione.

Le imposte sostitutive sono versate in tre rate annuali di pari importo, senza pagamento di interessi, di cui la prima entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita, e le altre con scadenza entro il termine rispettivamente previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative ai periodi d’imposta successivi. Gli importi da versare possono essere compensati

Rivalutazione terreni e partecipazioni – Le persone fisiche non imprenditori possono adeguare il costo fiscale delle partecipazioni in società non quotate e dei terreni edificabili e agricoli posseduti all’1 gennaio 2014 sulla base di una perizia giurata, da redigersi entro il 30 giugno 2014.

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