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Lettera del direttore e del presidente Confcommercio Imprese per l’Italia

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Carissimi,
tra poche ore entreremo pienamente in quella che è già stata definita la “fase 2”, con la riapertura di una parte, sostanziale e visibile, delle attività che la nostra Organizzazione rappresenta. Sapevamo certo che questo momento sarebbe arrivato – anzi, ne abbiamo auspicato l’anticipo – e per affrontarlo ci siamo preparati in ogni modo: dai protocolli condivisi alle riflessioni con gli specialisti, dalla presenza e dal dialogo nei tavoli governativi alle proposte rivolte ai comitati tecnici e alla task force, fino al grande lavoro che come Associazioni territoriali, di categoria e di settore avete fatto e state facendo con passione e competenza.

E’ stata ed è una prova difficile: per noi, per le altre forze sociali, per l’intero Sistema Paese. E certo la gestione dell’emergenza – dalle prime iniziative di ristoro fino al passaggio di queste ore – ha mostrato (lo abbiamo detto con chiarezza) criticità e limiti.

Sappiamo che le imprese giungono alla nuova fase con tanto coraggio, ma spesso con grande fatica, sfiancate dai mesi di chiusura e dall’incertezza e scarsamente supportate dai provvedimenti normativi.

Certo, il recente DL Rilancio elimina le clausole di salvaguardia dei conti pubblici e libera così il Paese dalla prospettiva degli aumenti automatici di IVA ed accise, recepisce il principio del contributo a fondo perduto a titolo di ristoro dei danni patiti dalle imprese, dispone l’abbuono del saldo IRAP 2019 e del primo acconto IRAP 2020.

Ma servono subito (continuiamo a ribadirlo) più liquidità vera per le imprese, più risorse a fondo perduto, più supporti per la filiera del turismo e dei pubblici esercizi , per i negozi che devono riaprire, per il sistema dei trasporti e della logistica. Liquidità ed una moratoria fiscale più ampia ed inclusiva.

E’ questo un momento decisivo, che metterà innanzitutto nuovamente alla prova le nostre imprese: alla prova delle recenti (in alcuni casi, recentissime) disposizioni sanitarie e di sicurezza, alla prova delle nuove modalità di consumo, alla prova della tenuta economica della riapertura. E’ un momento decisivo per le nostre città, che dovranno misurarsi con una nuova normalità, dove gli stili di vita, gli orari e le scelte individuali dovranno essere informati alla tutela della salute e alla capacità di convivenza con il nemico invisibile che ci ha sconvolto l’esistenza e con la paura che trascina

E’, nondimeno, un momento decisivo per il nostro sistema organizzativo che, dopo l’emergenza chiusura, si trova oggi di fronte alla prova ancora più complessa della fase della riapertura. Abbiamo dimostrato forza, adesso servirà resistenza. Assistere le imprese, accompagnarle, sostenerle sarà da qui in avanti ogni giorno più impegnativo. Perché, in fondo, questa è la cifra distintiva della “fase 2”: la complessità.

E la complessità si affronta con passo determinato e con sguardo lungo: il passo che è nelle gambe di ognuno di Voi e lo sguardo che è negli occhi dei Presidenti, dei Direttori e dei collaboratori che danno vita e sostanza al nostro Sistema.

Lavoriamo e serviamo, come abbiamo fatto in passato, insomma, ma con un motivo in più: far rialzare il Paese.
Con affetto

Luigi Taranto                                                                                                                           Carlo Sangalli

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