Follonica, nuovo Polo educativo 0-6 anni: “Coinvolgere le strutture esistenti”

Si è aperta a Follonica una discussione sul futuro Polo educativo 0-6 anni che al di là di legittime valutazioni soggettive dovrebbe in primo luogo tener presenti elementi oggettivi. Per questo Confcommercio Grosseto, per voce del suo direttore, Gabriella Orlando e della rappresentante di Assonidi Grosseto, Giorgia Berti, vuol portare all’attenzione pubblica punti di confronto scevri da ogni strumentalizzazione politica.

Confcommercio e Assonidi Grosseto sono da sempre a sostegno di un sistema educativo integrato e bilanciato tra offerta pubblica e privata e per tale ragione recenti dichiarazioni pubbliche preoccupano non poco.

La creazione di 60 nuovi posti di asilo nido pubblico che andrebbero ad aggiungersi ai 55 già esistenti assorbirebbe la quasi totalità dell’utenza del comprensorio follonichese, con la conseguente e a quel punto inevitabile chiusura delle tre strutture private attualmente attive a Follonica. Una situazione che alla luce del calo demografico che si registra in Maremma e in tutta Italia, si aggrava ulteriormente, trasformando una criticità in una vera e propria emergenza. Se è vero che il problema della denatalità è un tema di forte attualità, è altrettanto vero che la soluzione non può essere quella di eliminare la pluralità dell’offerta.

“A Follonica, così come nel resto d’Italia, la denatalità è un fattore di forte criticità per cui, se il nuovo Polo educativo dovesse andare ad assorbire tutti i posti di asilo nido oggi offerti dalle tre strutture a gestione privata, questo comporterebbe la chiusura definitiva degli asili stessi che non avranno più bambini da assistere – dichiara Gabriella Orlando, direttore di Confcommercio Grosseto –. In questo modo il Comune di Follonica si trasformerebbe in un gestore monopolista dei servizi educativi dell’infanzia. E non è neanche un problema di rette, perché la Regione Toscana ha introdotto la misura ‘nidi gratis’ rivolta alle famiglie con ISEE inferiore a 40mila euro, che azzera i costi delle rette incrementando così l’accesso dei minori nelle strutture educative convenzionate sia pubbliche che private. È invece un problema di equilibrio sociale e di libertà, di scelta per le famiglie”.

“Va inoltre sottolineato – prosegue il direttore di Confcommercio Grosseto – che fino ad oggi è stata proprio l’iniziativa privata, attraverso il convenzionamento, a consentire all’amministrazione comunale di Follonica di rispondere ai bisogni educativi di decine di famiglie follonichesi. Senza i tre asili a gestione privata il Comune avrebbe dovuto congelare, e chissà per quanto tempo, decine di richieste, o peggio avrebbe conosciuto l’esodo di moltissime famiglie costrette a  cercare il servizio altrove. Adesso questa forte collaborazione pubblico-privata non può essere ignorata, o peggio cestinata. Va al contrario rilanciata e valorizzata”.

Secondo il direttore di Confcommercio Grosseto il rischio più grande di una mancata valorizzazione del sistema educativo pubblico-privato per l’infanzia è la monopolizzazione di un servizio che fino ad oggi ha funzionato bene proprio grazie alla partnership tra la struttura pubblica e le tre private.

“Anche qualora l’amministrazione decidesse di affidare la gestione del Polo a un soggetto esterno tramite gara d’appalto, le famiglie follonichesi – sottolinea Orlando – non avrebbero più possibilità di scegliere tra offerte diverse, caratterizzate da diversi servizi aggiuntivi (flessibilità di orari, tipologia di mensa e quant’altro). Servizi aggiuntivi che da sempre sono il tratto distintivo delle strutture private che si affiancano all’offerta pubblica. 

“Siamo convinte che l’Amministrazione comunale debba tenere conto di queste nostre argomentazioni – afferma Giorgia Berti di Assonidi Grosseto – Follonica rischia di essere tra le pochissime città in Italia ad avere un sistema cittadino di educazione per l’infanzia esclusivamente pubblico. Siamo proprio certi che sarebbe una cosa positiva? Possibile che altre migliaia di città il cui sistema educativo è basato su un bilanciamento pubblico-privato siano in errore? Su questi temi con la Giunta Buoncristiani si è aperto adesso quel dialogo da sempre ricercato”.

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