Diatributori carburanti: ecco i nuovi obblighi

Lunedì 24 luglio entreranno in vigore le nuove modalità di comunicazioni dei prezzi praticati, secondo le indicazioni fornite dal Decreto MIMIT 31 marzo 2023 (G.U. n. 118 del 22 maggio) e dalla Circolare MIMIT del 6 luglio. La comunicazione dovrà essere effettuata per ogni variazione di prezzo, sia aumento che in diminuzione, preventivamente o almeno contestualmente all’applicazione e, comunque, con frequenza settimanale, anche in assenza di variazioni di prezzo, entro l’ottavo giorno dall’ultima comunicazione inviata.  L’obbligo si applica ai prezzi praticati per benzina, gasolio, gpl e metano. L’obbligo sussiste per la vendita effettuata in modalità self service; ove non sia presente e operativa tale forma di vendita, l’obbligo va riferito alla vendita in modalità servito. Su base volontaria sarà possibile comunicare i prezzi per le altre modalità di vendita e dei carburanti speciali. Ai fini dell’assolvimento dell’obbligo si utilizza l’attuale piattaforma informatica “Osservaprezzi Carburanti”.

Gli adempimenti relativi all’esposizione del prezzo medio entreranno in vigore dal prossimo 1 agosto, salvo accoglimento del ricorso presentato da nostra Federazione (unitamente ai colleghi di FEGICA) presso il TAR del Lazio. In merito a quanto sopra, seguiranno nuove comunicazioni nelle prossime settimane.

“L’insensata norma dell’esposizione del cartello medio è rimasta viva e vegeta e a quanto pare a partire dal 1 agosto dovrà essere applicata – commenta Andrea Fabbri, dell’area sindacale Confcommercio Grosseto  Come Figisc-Confcommercio abbiamo lottato su tutti i fronti per far capire al Governo che una misura del genere non serve assolutamente a nulla se non a complicare il lavoro dei benzinai che invece di pensare a lavorare dovranno anzitutto occuparsi di controllare le piattaforme web del Ministero e poi scrivere velocemente il prezzo medio da esporre nell’impianto. Se sul fronte di queste inique disposizioni qualche battaglia sembra essere stata persa, la guerra non è ancora finita – sottolinea Fabbri – Già, perché Figisc-Confcommercio insieme anche a Fegica ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento che obbliga i Gestori alla comunicazione dei prezzi ad ogni variazione ed introduce sanzioni pesantissime (fino alla chiusura dell’impianto) nel caso di ripetuta violazione degli obblighi di comunicazione ed esposizione dei cartelli contenenti il “prezzo medio” regionale (per la viabilità ordinaria) e nazionale (per la viabilità autostradale). Il Tribunale amministrativo si riunirà il 26 luglio per entrare nel merito e stante la veloce fissazione dell’udienza non ha inteso concedere la sospensiva del provvedimento governativo.  Siamo fiduciosi che i magistrati sapranno riportare ordine e giustizia in una materia, quella della distribuzione dei carburanti, in cui sono le grandi Compagnie petrolifere a speculare sulle esigenze di spostamento degli automobilisti e non certo i poveri benzinai il cui unico obiettivo è assicurare una vita dignitosa alle proprie famiglie.  Come Figisc-Confcommercio – conclude Fabbri – terremo molto alta l’attenzione anche durante il periodo di ferie, pronti a ogni ulteriore azione di lotta qualora la situazione generale dovesse ulteriormente aggravarsi”.

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