Confcommercio Grosseto: demografia e innovazione, la sfida è trattenere e attrarre giovani

I dati ISTAT relativi al periodo gennaio–settembre 2025 restituiscono per la provincia di Grosseto un quadro demografico complesso (Movimento naturale della popolazione presente – aggiornamento a gennaio-settembre 2025, pubblicato il 7 gennaio 2026). Nei primi nove mesi dell’anno scorso si contano 1.969 decessi a fronte di 706 nascite, con un saldo naturale negativo superiore alle 1.260 unità. Il rapporto nati–morti è pari al 35,9%: in pratica, quasi tre morti per ogni nuovo nato. Un dato che conferma una contrazione delle fasce più giovani e che pone interrogativi non solo sociali, ma soprattutto economici e strategici.

«Il vero tema oggi – commenta il presidente di Confcommercio Grosseto, Giulio Gennari – non è limitarsi a constatare il calo demografico, ma creare le condizioni perché i giovani scelgano di restare, tornare o arrivare in Maremma. Senza giovani non c’è ricambio generazionale, non c’è innovazione, non c’è futuro per il sistema produttivo».

Secondo Confcommercio, la difficoltà nel reperire personale, anche stagionale, è solo una delle conseguenze più visibili di un problema più profondo: la capacità del territorio di risultare attrattivo per chi studia, lavora, fa impresa e innova. «I giovani di oggi – prosegue Gennari – non cercano solo un posto di lavoro, ma un contesto di vita. E sotto questo profilo la Maremma ha molto da offrire».

Qualità della vita, equilibrio tra lavoro e tempo libero, ambiente salubre, spazi aperti, un territorio che va dal mare alla montagna, una città a misura d’uomo come Grosseto, dove si vive bene e con ritmi meno stressanti rispetto alle grandi aree urbane: elementi che, soprattutto nel periodo post Covid, sono diventati centrali nelle scelte di vita delle nuove generazioni. «Sono fattori che i giovani apprezzano moltissimo – sottolinea Gennari – e che possono rendere questo territorio competitivo, a patto che siano accompagnati da vere opportunità professionali».

In questo quadro, l’innovazione e le infrastrutture digitali diventano decisive. «Se mancano alcune infrastrutture materiali strategiche, a partire dalla Tirrenica – osserva il presidente di Confcommercio – è fondamentale investire con decisione sulle infrastrutture immateriali: banda ultralarga, connettività stabile, servizi digitali avanzati. Oggi il lavoro, l’impresa e la formazione passano da lì. Senza una rete digitale all’altezza non si trattengono i giovani e non se ne attraggono di nuovi».

Confcommercio richiama quindi la necessità di una visione condivisa che unisca istituzioni, imprese e comunità locali. «Innovazione, digitalizzazione e qualità della vita devono diventare gli assi portanti di una strategia territoriale – conclude Gennari con una frase forte ma misurata –. La Maremma non deve rassegnarsi a perdere giovani: deve diventare un luogo dove vale la pena costruire il proprio futuro».

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