Figisc, sciopero benzinai confermato. Ecco i giorni e gli orari

Figisc-Confcommercio, insieme alle altre sigle sindacali (Faib e Fegica), è stata purtroppo costretta a prendere atto della indisponibilità del Governo ad accogliere le richieste dei gestori dei distributori di carburanti e quindi a confermare lo sciopero degli impianti programmato per i giorni del 25 e 26 gennaio prossimi venturi. Lo sciopero inizierà alle 19 del 24 gennaio e si concluderà alle 19 del 26 gennaio. Interesserà tutti gli impianti di distribuzione carburanti associati a Figisc-Confcommercio e alle altre single sindacali, e ci auguriamo che ad esso possano aderire anche tutti coloro che al momento nono sono iscritti ad alcun sindacato. Lo sciopero interesserà anche le pompe self-service.
“Tutto è nato da una bufala – afferma il presidente nazionale di FIGISC/ANISA CONFCOMMERCIO, Bruno Bearzi in una intervista rilasciata a ‘Rienergia – cioè che i prezzi fossero arrivati a 2,5 euro/litro misurati non si sa dove, dal momento che anche i dati di picco (isola di Vulcano, La Maddalena, autostrada) erano ancora lontani 10-20 centesimi da quel livello. I media ci si sono gettati sopra senza verificare alcunché sull’onda emozionale dell’aumento delle accise (nelle situazioni di picco i prezzi erano alti anche prima dell’aumento delle accise, il Ministero ha tutti i dati per confermarlo). A oggi i prezzi sono aumentati in tutta la rete di 0,180 euro/litro e di 0,157 sulla rete autostradale rispetto alla fine di dicembre, con le accise cresciute di 0,183; nel frattempo la quotazione dei raffinati è cresciuta di 0,052 per la benzina e di 0,015 per il gasolio. Questa è la verità e anche su questo il Ministero ha i dati”.

“Su una fake news – prosegue Bearzi – la politica ha giocato per attaccare l’aumento delle accise da un lato, per coprire l’aumento inventando un presunto complotto speculativo dall’altro: il risultato è stato infangare una intera categoria e produrre una caotica e non selettiva, deriva “repressiva”, di cui il decreto trasparenza è il risultato”.

“Chi governa – conclude il presidente FIGISC/ANISA CONFCOMMERCIO – dovrebbe essere a conoscenza di almeno due cose: 1) che i tanti prezzi sono il risultato delle liberalizzazioni e delle regole della concorrenza, 2) che i gestori o non possono aumentare a piacere i prezzi perché hanno vincoli contrattuali che li esporrebbero alla risoluzione del rapporto con le compagnie o, se sono commissionari, non sono proprietari della merce e non fissano alcun prezzo. Fango ed onta per nulla, anzi, per 3,5 cent/litro di margine”.

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