“La nuova legge sul commercio del Friuli Venezia Giulia è un passo importante nel contrasto al dumping contrattuale”. Confcommercio Grosseto commenta la recente normativa friulana nella speranza possa servire a una riflessione più profonda anche a livello territoriale. Il provvedimento, approvato dalla Giunta regionale del Friuli lo scorso 4 settembre, infatti, semplifica in maniera significativa le disposizioni per l’insediamento di attività commerciali nei centri urbani. “Ma soprattutto – dicono da Confcommercio – rappresenta un argine contro i contratti capestro che danneggiano il mercato”.
L’iniziativa legislativa friulana è stata accolta con grande favore anche a livello nazionale. Il vicepresidente di Confcommercio, Giovanni Da Pozzo, ha definito la riforma “di portata storica” e un “esempio di civiltà che tutela imprese, lavoratori e consumatori” per la sua capacità di affrontare in modo concreto il fenomeno dei “contratti pirata”.
L’aspetto più innovativo e su cui Confcommercio Grosseto vuole richiamare l’attenzione delle istituzioni, infatti, è l’introduzione di incentivi non solo per la nascita di nuove attività nei centri storici e nei piccoli comuni, ma anche per le aziende che si impegnano ad applicare i contratti collettivi nazionali di lavoro.
“Come ha giustamente sottolineato il nostro vicepresidente nazionale Giovanni Da Pozzo, questa legge offre un modello da replicare – dichiara Giulio Gennari, presidente di Confcommercio Grosseto – L’attenzione al contrasto dei contratti pirata è un elemento fondamentale e di grande valore per la nostra associazione È un tema che ci sta particolarmente a cuore e che denunciamo da tempo. Da sempre, infatti, sosteniamo che le difficoltà nel reperire personale qualificato, specialmente nel turismo e nella ristorazione, sono spesso legate a condizioni di lavoro non dignitose offerte da chi utilizza contratti carenti, che riducono i salari e le tutele dei lavoratori”.
“Quanto deciso in Friuli potrebbe essere utile per aprire una riflessione anche a casa nostra – prosegue Gennari – Potrebbe, cioè, essere una buona idea premiare le imprese che rispettano i contratti nazionali garantendo conseguentemente dignità e tutele ai propri dipendenti. Oggi come oggi l’applicazione dei ‘contratti pirata’ danneggia non solo i lavoratori, che subiscono perdite economiche significative e una mancata contribuzione previdenziale, ma anche le imprese oneste che operano nel rispetto delle regole e che perdono competitività. Dobbiamo combattere questa piaga che avvelena il mondo del lavoro, creando un sistema che incentivi la qualità e la regolarità, come ha fatto la Regione Friuli Venezia Giulia”.
Anche il direttore di Confcommercio Grosseto, Gabriella Orlando, esprime il suo pieno sostegno all’iniziativa. “Questa legge rappresenta un faro per il futuro del commercio e del turismo in Italia”, commenta Orlando. “L’operazione di semplificazione normativa è un primo passo fondamentale per restituire competitività al sistema, liberandolo da un groviglio di burocrazia. Tuttavia, l’aspetto più importante è la premialità per le aziende che applicano i contratti nazionali. È un segnale chiaro che si può e si deve fare impresa in modo etico e sostenibile, tutelando allo stesso tempo il tessuto economico e il benessere dei lavoratori”.



