Tragedia di Crans-Montana, SILB Confcommercio Grosseto: «La sicurezza non è un dettaglio. Non ci si improvvisa discoteca»

SILB Confcommercio Grosseto esprime profondo cordoglio e vicinanza alle vittime e alle loro famiglie per la tragedia avvenuta a Crans-Montana, in Svizzera, durante i festeggiamenti di Capodanno. Un evento drammatico che scuote le coscienze e che riporta con forza, anche a livello locale, un tema che non può più essere trattato con leggerezza: la sicurezza nei luoghi dell’intrattenimento.

Quanto accaduto non è solo una notizia di cronaca internazionale, ma un monito che parla anche ai nostri territori. Perché la sicurezza non è un’opzione, né un adempimento burocratico, ma un principio irrinunciabile. E perché non basta mettere della musica per creare una discoteca, così come non basta accendere le luci per garantire divertimento.

«Da anni come SILB ripetiamo una verità tanto semplice quanto scomoda: non ci si improvvisa discoteca – dichiara Danilo Ceccarelli, presidente provinciale SILB Confcommercio Grosseto –. Fare intrattenimento danzante significa assumersi una responsabilità enorme verso le persone, soprattutto verso i giovani. Non si può ballare ovunque, non si può pensare che basti uno spazio libero, una consolle e un impianto audio. La sicurezza è una costruzione complessa, fatta di competenze, regole, formazione e controlli».

Ceccarelli utilizza una metafora che chiarisce il senso profondo del ruolo dell’imprenditore professionista dell’intrattenimento: «Chi gestisce una discoteca con serietà è come un padre che organizza una festa per i propri figli. Ogni scelta è guidata da un unico pensiero: farli divertire, sì, ma riducendo al minimo ogni rischio per i propri ospiti. Questo è il nostro approccio quotidiano».

Un approccio che si traduce nel rispetto rigoroso di normative stringenti: capienze definite, uscite di sicurezza adeguate e segnalate, piani di emergenza, personale formato, ma soprattutto normativa antincendio e Certificato di Prevenzione Incendi (CPI), obbligatorio per le attività soggette. Strumenti che non sono formalità, ma presìdi essenziali per la tutela della vita umana.

«Proprio per questo – prosegue Ceccarelli – riteniamo pericolosa una certa sottovalutazione delle regole, come accade quando si pensa che il limite dei 99 avventori o una semplice SCIA possano essere sufficienti per autorizzare trattenimenti danzanti. Secondo noi non deve bastare, nemmeno per eventi occasionali. La Commissione di vigilanza dovrebbe essere coinvolta per tutte le attività di intrattenimento danzante, perché la sicurezza delle persone non può dipendere da un numero o da una definizione amministrativa».

Una posizione netta, che nasce dall’esperienza sul campo e dalla consapevolezza dei rischi: «Purtroppo – aggiunge Ceccarelli – assistiamo ancora troppo spesso a forme di intrattenimento danzante organizzate senza preparazione, senza formazione del personale e, in alcuni casi, con una leggerezza preoccupante anche nel rilascio delle concessioni. È su questi fenomeni che come SILB siamo costretti a intervenire con fermezza, non per difendere una categoria, ma per difendere la sicurezza delle persone».

Alla luce di quanto accaduto a Crans-Montana, SILB Confcommercio Grosseto annuncia di aver chiesto un nuovo incontro in Prefettura, oggi ancor più urgente e necessario. «Apprezziamo molto il lavoro svolto dalla Prefettura di Grosseto – sottolinea Ceccarelli – e i tavoli attivati per garantire una movida notturna sicura durante la stagione turistica. Il dialogo tra istituzioni e operatori seri è l’unica strada per prevenire tragedie e costruire una vera cultura della consapevolezza».

Una posizione condivisa anche da Confcommercio Grosseto, che chiude il comunicato con una riflessione più ampia sul valore della responsabilità collettiva.

«La sicurezza non limita il divertimento, lo rende possibile – dichiara Gabriella Orlando, direttore di Confcommercio Grosseto –. Ogni regola rispettata, ogni controllo effettuato, ogni imprenditore che sceglie la professionalità invece dell’improvvisazione è un atto di responsabilità verso la cittadinanza. Il futuro dell’intrattenimento non si misura con i decibel o con i numeri, ma con la capacità di mettere la tutela delle persone al centro di ogni scelta».

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